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Ode alla Luna

Ode alla Luna

Fin dall’origine del tempo, la Luna era amata come una divinità, nell’antico Egitto essa era tanto importante quanto lo era il Sole, il tempo si misurava attraverso le fasi lunari a cui corrispondevano momenti di maggiore o minore fertilità della terra; la cultura indù attribuisce grande potere alla Luna, a lei sono dedicati canti, offerte e preghiere; nella civiltà orientale la Luna rappresenta lo yin notturno, umido, freddo, femminile opposto allo yang caldo, secco, luminoso, maschile del Sole, forze in antitesi che insieme creano l’equilibrio nel mondo; infine nella mitologia greca la Luna piena era rappresentata da Selene la Dea che addormentò il suo amato in un sonno perpetuo per poter baciare il suo corpo indifeso, e poi Ecate la Dea della Luna nuova che riemerge dagli inferi e compare nella notte quando regna il buio fosco.

La Luna da sempre appartiene alla storia dell’uomo e attraverso un lungo viaggio sul filo temporale, eccoci qua arrivati ai giorni nostri, a quel famoso luglio del 1969 quando l’uomo ha calpestato il suolo lunare e l’ha resa più vicina a noi. E’ il nostro satellite, così vicino a noi che pare ci voglia parlare, spiare, ascoltare. un grande orologio celeste ad oscillazione che scandisce il tempo della vita sulla terra, coi suoi cicli di 28 giorni, (cosi come il ciclo delle donne), mai uguale a se stessa e sempre diversa in cielo nella sua mutevolezza. Dalla terra osserviamo la luce della Luna, nonché un riflesso della luce del Sole emanata da varie angolazioni, i due luminari s’incontrano e si rincorrono, talvolta nemici e altre volte amanti, un giorno si guardano e si fronteggiano a Luna piena (opposizione tra Sole e Luna) e un giorno si avvicinano e si guardano negli occhi a Luna Nuova (congiunzione tra Sole e Luna). Essi sono gli attori principali del teatro della vita, e nella loro rappresentazione raccontano il tempo della vita, dello sviluppo, della morte e della rinascita. 

La Luna risiede come domicilio nel segno del Cancro, segno cardinale, d’acqua, femminile con cui condivide la massima affinità analogica. Ai suoi nativi dona una sottile e potente ricettività con antenne così vibratili da cogliere le sfumature più leggere.  

La Luna, archetipo femminile per eccellenza, rappresenta il primo principio di nutrimento materno è’ strettamente legata ai cicli dell’economia domestica, dell’ovulazione, della fecondità. Regina della notte che con la sua luce nel buio illumina la strada, complice degli innamorati che le affidano segreti, sogni e poesie per farsi cullare; amica fedele dei contadini che con lei fanno i conti sul momento migliore della semina, tagli e raccolte nelle campagne.

Sorella Luna ha stabilito un intimo legame con l’uomo, ascolta silenziosa le nostre speranze e osserva senza giudizio i nostri sogni.

La Luna in astrologia ha a che fare con le emozioni, col nostro sentire, con la psiche, con l’acqua del nostro corpo in cui la parola risuona (quanto è importante farla vibrare in modo positivo e nel modo giusto, basta pensare a come il suono si propaga velocemente nei liquidi e il nostro corpo, tempio sacro dell’anima, è fatto del 70% di acqua). Ognuno ha la sua Luna ed è possibile reperirla nelle effemeridi, lei ci parla di noi e ognuno ha il suo modo di esprimerla. Osservare quali sono i suoi aspetti col Sole e con gli altri pianeti potrà darci indicazioni sulle caratteristiche del nostro inconscio, della nostra sfera psico emotiva, sensibile, percettiva, sui nostri bisogni emotivi, sulla qualità delle nostre intuizioni, percezioni, ma anche sul rapporto con il focolare, con la madre, con la famiglia, la nostra infanzia e con le figure femminili.

In un modo o nell’altro l’importante è ricontattarla perché essa ci conduce nel profondo di noi stessi ed è in grado di cogliere ogni onda che si espande nell’etere e ogni emozione che vibra dentro di noi; essa ci permette di capire quale spazio di appagamento ci serve per stare bene, ogni tanto respiriamo e chiediamoci cosa fa stare bene la mia Luna?

Tocca a noi ricreare quel contatto diretto col divino, riscoprire la bellezza dell’universo che è dentro di noi, grazie ad un cordone ombelicale dorato in cui il microcosmo dell’uomo si unisce al macrocosmo dell’universo “.. come in alto, così in basso…”  citata da quel famoso maestro leggendario Ermete Trismegisto (Tre volte grande), colui che ebbe il compito di trasmettere la divina conoscenza.

E’ ora di raccogliere noi stessi per invertire la rotta ed arginare quel mare di psicosi collettiva che ha inghiottito l’umanità; l’era dei grandi mistici è finita, lo spirito si perde stanco e svuotato nel caos, fatica a tenere accesa la sua scintilla e allora non ci resta che rimboccarci le maniche e ripartire da noi stessi, dall’ascolto del corpo nel tempo presente, dal nostro senso d’ identità, riscoprire il nostro Io per arrivare al nostro vero e profondo Sé, in cui reperire coraggio, impegno, responsabilità, fedeltà ai propri valori e principi che siano il più possibili sani e genuini.

Tutto ciò fa tanto bene alla nostra Luna e all’anima dell’umanità.

Si possiamo farlo!

… Goodnight Moon

Vanessa Visani

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