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L ‘eclissi dell’anima

L' eclissi dell' anima

Relazione

Scrivo di te attraverso le sfumature del cielo e i colori dei pianeti che, dal mio punto di vista, rappresentano la forma più alta di rispetto; scrivo di te per non perdere le tracce di quell’amicizia che in passato ci ha unito, e nella speranza di dare luce a un percorso terminato bruscamente nel buio; scrivo di te per non dissolvere nel vento la bellezza della tua anima volata altrove, ma lo farò senza giudizio, senza oltrepassare i confini di territori che non mi appartengono.

Tutto il vuoto si è concentrato lì, in quel pezzettino di vita in cui hai deciso di intraprendere l’ultimo viaggio verso l’ignoto; scegliere di abbandonare tutto per non sentire più quanta paura ti faceva la vita che, come un cappio al collo, ti stava soffocando, per non sentire il dolore che da dentro gridava il suo disperato bisogno di aiuto; scegliere di non vivere più perché la ricerca di te stessa ti aveva ormai stremata, e decidere di proteggerti fino al punto di annullarti.

Scegliere di essere libera, senza più vizi e catene, sciogliere il nodo che ti schiavizzava, che ti imbruttiva e che non ti apparteneva più. Amica mia, hai vissuto tutto il cielo dentro di te, perdendoti, per poi ritrovarti, svuotata, sola, infreddolita.

La tua sensibile e profonda Luna in Cancro al Fondo Cielo costretta a sopportare le gomitate di Lilith, una scomoda intrusa, invadente, con cui condividere la stessa stanza. Una Luna sensibile, fragile, romantica, ma intimamente ferita, offesa dal dolore di non aver trovato in Lilith una mano complice, una compagna amica, una sorella d’animo: quale straordinario potere evolutivo c’era in questa simbolica congiunzione, un tesoro misterioso tutto da scoprire, un dono in cui tutta la magia della vita era possibile!

Luna e Lilith in sestile al tuo Plutone ti risucchiano in un tunnel profondo, laggiù, dove risiede la parte più oscura di te. Una Luna cancerina delicata, ma emotivamente senza riposo, barricata per difendersi, incapace di cambiare una realtà che hai trattenuto fino al punto di diventare una forma di autolesionismo. Una Lilith che si dimena maledettamente nell’animo e mette tutto in discussione, il tuo ruolo di donna e madre; e se poi provi a soffocarla dà il peggio di sé, insorgendo con istinti irruenti e accelerando i battiti del cuore: ecco, credo tu abbia deciso di imbavagliarla una volta per tutte.

Luna e Lilith, tenute in gabbia da due custodi di massima sicurezza: Giove e Saturno. Da una parte un tenace e irremovibile guardiano, Saturno in Toro, strettamente congiunto all’ascendente, che con il suo quadrato ha tenuto in ostaggio la tua Luna-Lilith stabilendo il limite fin dove arrivare; un Saturno che difende sé stesso a oltranza, che fa sentire di essere immeritevole di amore, incapace di accogliere ciò che c’è di buono e mischia la realtà con un sottotono mesto di malinconia. Dall’altra parte un giudicante Giove in Bilancia, anch’esso quadrato alla tua Luna/Lilith, che non trova espansione nei limiti imposti dalla sua sesta casa e perde equilibrio sfociando nelle esagerazioni; Giove, governatore del tuo Sole in Sagittario, che ti ha spinto alla continua ricerca del piacere, del bisogno di trovare benessere nell’animo senza poi trovarlo, un bisogno insoddisfatto, incapace di godere delle piccole cose.

Queste forze ti hanno strattonata per molto tempo e riportata sempre a fare i conti con te stessa; occorreva un grande sforzo per uscirne e scoprire nuovi spazi e orizzonti, cogliere gli ampi respiri di cui avevi bisogno. Portavi nel grembo della tua quarta casa due forti signore, Luna e Lilith, croci e delizie di un animo fragile e tormentato; entrambe costrette a lottare per la sopravvivenza, una sfida tra titani, costipate fianco a fianco, costrette a toccarsi e a ritirarsi, ma unite nell’intento di non svelare i loro più intimi segreti. Una forma di chiusura ermetica a prova di cassaforte, mascherata con quella leggerezza apparente che ti apparteneva.

Luna e Lilith in Cancro ispirate dal trigono di Venere e Nettuno congiunti in Scorpione, che ti hanno donato una grande sensibilità, capace di attenzione e dolcezza per ogni forma d’amore che percepivi un’ottava sopra e che rinviavi agli altri con generosità; il tuo credo fatto di sentimenti ed empatia, illuso da visioni d’amore e poi bruscamente disilluso. Infine, Marte in Acquario in undicesima casa con i suoi grandi ideali di cui ti nutrivi, per cui lottavi, e che ti hanno lasciato tanto amaro in bocca.

Bocconi amari difficili da digerire per un Sole e un Mercurio in Sagittario immersi nell’ottava casa, così puri e sinceri, ma incapaci di andare oltre gli inganni; cuore e mente sempre tesi a esplorare la parte intima dell’animo umano e le zone buie di sé stessi; portati a soffrire per i distacchi, ma anche a nutrire una morbosa curiosità per quell’alone di mistero che circonda il principio di vita e di morte. Un mix complesso teso ad assaporare la vita come avventurosa, senza accontentarsi di viverla a metà… e chissà se quel pensiero di morte, dal centro della tua ottava casa, casa dell’aldilà, ti è sgorgato impetuoso dal petto, al galoppo come un centauro pazzo alla ricerca di una via di fuga più tollerabile da sopportare, per trovare una meta al riparo dal dolore; forse le redini, a un certo punto, ti sono sfuggite di mano e ti hanno condotta in un bosco, sola, perdendo il contatto con il resto del mondo. Esigente, estremista, ti sei trovata di fronte a un bivio, costretta al palo a cercare una soluzione per sparire da un mondo ostile, inospitale e cercarne un altro più accogliente, morbido e ovattato, fino a giungere alla guarigione nell’infinito della tua dodicesima casa in Pesci, in cui scorgiamo il Nodo Nord e Chirone assaporare quell’immenso utero cosmico da cui deriviamo e desiderare di farvi ritorno per riscoprire quell’antica sensazione di protezione ormai perduta. Nodo Nord e Chirone che hai ben espresso nel tuo lavoro di assistenza, con i tuoi pazienti che aspettavano con speranza il cambio turno per scorgere il tuo sorriso e ricevere da te cure amorevoli.

Vorrei che tu potessi tornare indietro, focalizzare il tuo pensiero su frequenze e prospettive diverse e permettere a te stessa di concedere un po’ più di fiducia alla vita; tornare sui tuoi passi e dar loro una nuova direzione; vivere per veder crescere quei ragazzi che mai un giorno hai smesso di amare profondamente. Vivere per lasciarti amare, senza maschere e senza difese, vivere per la tua famiglia che voleva vederti felice, per tuo padre, che con il suo cuore non ha retto a tanto dolore e ha deciso di raggiungerti dopo pochi mesi. Vivere per darti un’altra possibilità, per liberarti da quelle catene che ti imprigionavano; vivere perché eri ancora così giovane e bella; vivere per riscoprire il sapore di una vita diversa, una nuova te da sperimentare con le tue mille altre possibilità. Vivere per vedere finalmente quel bosco arricchito di alberi, fiori, piante e animali, ritrovarci un senso e non vederlo più così vuoto, grigio, inaridito, senza frutti.

Certo lo stesso tema natale poteva essere vissuto e interpretato in modo diverso, ognuno ha il suo percorso e l’astrologia non misura il peso dell’anima o il suo livello di evoluzione; dunque, tutto ciò si riduce a tante belle e facili parole da scrivere, ma così faticose da sostenere per chi cerca di sopravvivere alla vita; su questo, amica mia, sono pienamente d’accordo con te, perciò rivolgo le mie parole non sulla discutibilità della tua scelta, ma alla bellezza della tua anima, alla tua sensibilità intuitiva, alle tue fragilità di donna e madre, a quella parte di te notturna e misteriosa, immersa nel profondo, dove solo tu potevi accedere; ma allo stesso tempo rivolgo la mia attenzione anche alla tua parte ombra che ti ha fatto vedere angeli senza ali, all’eclissi della tua anima che ti ha tolto il sorriso ma non la bellezza del tuo cuore.

La vita ti ha consegnata al mondo con un grande bagaglio personale, dall’elevato potenziale trasformativo, così complicato da gestire tanto da diventare distruttivo; questa era la tua sfida e forse la tua anima non era ancora pronta ad accettarla. A volte, dalle vite più complicate vengono fuori meravigliose opere d’arte, basta dar loro una possibilità.

Difficile e rischioso addentrarsi nelle pulsioni che ti hanno spinta a dire basta, e non voglio essere cosi presuntuosa da farlo io. Solo tu, segretamente, sapevi quanto dolore annegava il tuo pensiero e quale situazione privata stavi vivendo, quali momenti hai vissuto prima di fare volontariamente la tua lucida e libera scelta; io posso fare solo banali supposizioni sui transiti planetari del giorno in cui sei trapassata, tanto più che non trovo interpretazioni così attinenti alle ore buie del tuo suicidio, ma trovo spiegazioni forzate in un senso o nell’altro. Ciò che posso scorgere in modo naturale (o forse più semplicemente mi piace pensarla così) è un grande bisogno di libertà dell’anima, con Saturno in transito alle porte della tua sesta casa, quadrato al tuo Mercurio, che mostra razionalmente e in tutta la sua pesantezza quali sono i limiti e le responsabilità nei confronti di sé stessi; uno stellium in transito con Chirone, Luna, Nettuno, Giove congiunti in undicesima casa e quadrati alla tua congiunzione di Nettuno-Venere che aumentano la lunghezza d’onda di quelle vibrazioni che percepiscono intimamente la tua ferita originaria, fino a creare una visione distorta della realtà, affamata di guarigione, intesa come via d’uscita e meta da raggiungere; infine, Urano in transito in dodicesima casa, ben sintonizzato sui propri bisogni perché trigono alla tua Luna e a Venere, che sceglie in modo repentino, sulla base di un insopprimibile stato di emergenza, di essere libero perché non tollera più il tormento manipolativo di un Plutone natale in opposizione. Infine Plutone in transito, quadrato al tuo Chirone radix, che non trova un compromesso per scendere a patti con le proprie ferite.

Anche nella rivoluzione solare non trovo riferimenti particolarmente suggestivi su eventi in senso deterministico, ciò che posso notare è l’ascendente di rivoluzione che si congiunge a Urano natale e ciò può parlare di una grande eccitazione nell’agire in modo drastico e determinato; uno stellium in terza casa di rivoluzione con Marte, Luna, Mercurio, Sole che cadono in ottava casa radix, frutto di un pensiero costipato, impulsivo, estremista; inoltre l’ottava casa di rivoluzione va a congiungersi con Saturno natale all’ascendente, pronto a fare bilanci e a giudicarsi in modo freddo e distaccato; infine, Chirone in quinta casa di rivoluzione congiunto a Marte natale che può parlare di lesioni legate all’amore e alla propria autostima, di ferite verso sé stessi… ma quanta felicità e gioia ti aveva dato l’acquisto della tua nuova casa in cui iniziare un nuovo percorso (Giove e Venere in quarta casa di rivoluzione), che però non è bastata a fermare la tua mano.

La rivoluzione lunare del mese in cui hai lasciato la vita terrena mostra l’ascendente di rivoluzione strettamente congiunto al tuo Sole natale in ottava casa, come a risvegliare quell’istinto profondo di distruzione e trasformazione della coscienza, nella speranza di arrivare ad una nuova rinascita di te stessa; il Medio Cielo di rivoluzione si congiunge strettamente al tuo Plutone radix       che porta a galla l’esigenza di manifestare al mondo intero tutto il peso delle tue sofferenze, finora celate e incomprese; poi che dire di quella Luna in ottava casa di rivoluzione, anch’essa testimone occulta dell’eclissi della tua anima; Plutone di rivoluzione in prima casa che non si accontenta di un’identità fragile, malmessa e lancia un guanto di sfida, proprio a lui, a Marte di rivoluzione in ariete in quarta casa, settore che appare già in subbuglio dalla congiunzione di Urano, un luogo non più sicuro in cui, il guerriero dello Zodiaco, ha progettato l’attacco finale, armato di una grande carica aggressiva e pronto a puntare l’arma contro quella parte di te che, nonostante il buio vissuto, voleva affermare se stessa; un confronto dove non esistono né vincitori e né  vinti, ma credo che Plutone, amareggiato, qui abbia raggiunto il suo compromesso.

Ecco il limite raggiunto dalla mia coscienza che non vuole andare oltre, al di là di tutto, mi fermo qui, per non eccedere in interpretazioni che possono urtare la sfera sensibile e delicata che ti apparteneva… nel rispetto di quella libertà che tu tanto amavi, lascio ad altri ogni libera interpretazione purché senza giudizio.

Vanessa Visani

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