grande congiunzione

GLI OCCHI AL CIELO

La grande congiunzione tra Giove e Nettuno che torna dopo più di 150 anni nel suo dominio pescino acquisisce un sapore speciale che come astrologa non posso ignorare; un grande Tao cosmico con un significato complesso che si compone di parti contradditorie, come il glifo pescino in cui i pesci presentano direzioni opposte, che ci trasportano sia in un verso che nel suo opposto, dove coesistono il bene e il male, dove è presente l’infinito ma anche i suoi limiti se non sappiamo andare oltre, dove esiste la realtà confusa dall’illusione.

Da una parte il soffio del mare è capace di creare correnti ideologiche spirituali, di instillare un principio di coscienza cosmica in ognuno di noi, di stimolare la sensibilità, la compassione, di far percepire le emozioni a pelle che provengono in modo sottile dal profondo dell’oceano nettuniano e dall’infinito del cielo gioviano; percezioni avvertite nel silenzio, in chi sa porgere con attenzione la conchiglia all’orecchio e che attraverso il suono della risacca del mare sa evocare il messaggio che questa forte energia planetaria vuole comunicarci: una preghiera che tocca il cuore e le coscienze di chi sa essere in ascolto; ci invita a riflettere, a riprendere in mano i nostri valori da condividere nella fratellanza, nella compassione universale per l’umanità che soffre, nel rispetto di nuove regole morali di etica e giustizia, di perdono, di amore ma anche di fantasia creativa nel trovare soluzioni per questa terra allo sbando.

Il rischio dall’altra parte è di scivolare nella pazzia, tra le urla di un girone dantesco, dove regna il frastuono e la confusione, e se non teniamo forte il timone di noi stessi, Nettuno espanso da Giove ci trascina e ci sacrifica se non siamo pronti; e ancora ci confonde, ci annebbia, turba le nostre menti e ci fa perdere nel tempo e nelle illusioni. Il rischio che la realtà venga alterata e mistificata dalle maschere poste in essere è molto forte, e la verità può perdersi nell’incoerenza confusa da tante informazioni contradditorie contenute in una grande spirale, capace di innescare un’onda anomala travolgente.

Questo cielo riflette i nostri bisogni e chiede consapevolezza, presenza di sé stessi ed una nuova attenzione verso quella penosa condizione spirituale dell’uomo che si sta perdendo, sempre più schiacciato dalle sue stesse ombre, nate dall’odio, dall’avidità, dalla competizione, dalla caccia alla supremazia, dalla coscienza anaffettiva per i suoi simili.

I nostri avi ci hanno insegnato ad osservar le stelle e “oggi” parte un nuovo ciclo di speranza..  all’uomo moderno non resta che alzare gli occhi al cielo per ritrovare la strada perduta.

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